La parte sana del nostro Paese


È cominciato il conto alla rovescia. Solo pochi giorni ci separano dall’Adunata nazionale degli Alpini. Per l’occasione anche il nostro giornale si è vestito a festa con una sovracopertina dedicata all’evento.
Dopo aver sonnecchiato per mesi la città si sta finalmente rendendo conto di ciò che sta per accadere, complice l’imbandieramento di strade, piazze e case. In ogni angolo fa capolino un tricolore, un gadget, un souvenir, un’invenzione simpatica per salutare gli Alpini.
La serpeggiante preoccupazione legata ai numeri ciclopici dell’Adunata sta lasciando spazio all’entusiasmo. Molti si chiedono dove le metteremo 400 mila persone. Molti altri non se lo chiedono più, le aspettano e basta, con la curiosità di vedere l’enorme assembramento e la voglia di parteciparvi.Come spiega l’assessore Bruno Zille nell’intervista che pubblichiamo all’interno, tutto ciò che si doveva fare per organizzare al meglio l’Adunata è stato fatto. I servizi, la sicurezza, la mobilità, la logistica: a tutto questo hanno pensato l’amministrazione comunale e il Comitato organizzatore. Ora tocca alla cittadinanza di Pordenone attrezzarsi per modificare, solo per un fine settimana, le proprie abitudini. E prepararsi psicologicamente ad eventuali disagi legati ai parcheggi, al rumore, al sovraffollamento del centro e alla possibilità che i telefonini non “prendano”. Non dovrebbe accadere, perché i gestori sono stati allertati, ma se succedesse non facciamone un dramma: riponiamo il cellulare nella custodia e usciamo a far festa.
Gli Alpini meritano tolleranza e rispetto, per ciò che rappresentano e per ciò che fanno. Il loro impegno generoso, gratuito e senza tregua è un motivo di orgoglio per noi italiani. Le nostre “penne nere” rappresentano il meglio, la parte sana, di questo Paese. Questo va riconosciuto e sottolineato con forza, anche perché, dopo l’abolizione della leva obbligatoria, diventa sempre più urgente trovare il modo per far sopravvivere e tramandare i valori alpini. La presenza degli Alpini nella società, infatti, ha anche un valore economico fondamentale, che da qualche anno viene quantificato nel Libro Verde della Solidarietà pubblicato dall’Ana. Nel 2012, per esempio, le ore lavorate in provincia di Pordenone sono state oltre 46 mila. Se moltiplichiamo il totale delle ore “regalate” per il costo medio della manodopera (circa 25 euro) possiamo dire che gli Alpini hanno fatto risparmiare alla comunità più di un milione di euro. Un risparmio a cui si aggiunge la scuola di vita incarnata da questi angeli custodi, fatta di sacrificio, sobrietà, altruismo, senso civico. Lunga vita agli Alpini!

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