“Italia ostaggio dell’ignoranza scientifica”

L’oncologo Umberto Tirelli ribadisce con forza la sua posizione a favore dell’agricoltura Ogm

Secondo Tirelli l’agricoltura geneticamente modificata è più sicura e controllata. Quella tradizionale invece è spesso avvelenata dai pesticidi e da altre sostanze cancerogene naturali, come le aflatossine del mais che poi finiscono nel latte. “Il biologico? Un bluff”

di FLAVIO MARIUZZO

oncologoOgm, organismi geneticamente modificati. Un nome che fa ancora paura in Italia, mentre in altri paesi è entrato senza scalpore nell’immaginario collettivo. Tutto dipende da come vengono presentate e “vendute” le notizie. “Mangiamo Ogm da vent’anni ma non lo si vuol capire”, afferma Umberto Tirelli, oncologo di fama internazionale in forza al Cro di Aviano, pordenonese d’adozione e vice presidente dell’Associazione Galileo 2001 (Associazione per la libertà e la dignità della scienza, che è composta da scienziati di livello nazionale ed internazionale). Sulla stessa scia il padre dell’oncologia italiana, Umberto Veronesi, che definisce gli Ogm il “futuro dell’umanità” e considera “antistorica” la lotta alla genetica in agricoltura in atto nel nostro paese. Il tema è diventato recentemente di scottante attualità anche in provincia di Pordenone dopo che un imprenditore agricolo di Vivaro si è ribellato al divieto vigente in Italia di produrre mais transgenico, seguendo peraltro quanto è approvato a livello europeo.

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