nanniLo Spigolo  di Nico Nanni

Cultura e contributi

A parole tutti vogliono riforme e opere pubbliche, nel concreto, poi, nessuno vuole vedere intaccati i propri benefici o il proprio territorio. Puntualmente una situazione del genere sta avvenendo anche alle nostre latitudini per quanto riguarda i contributi regionali ai soggetti che “fanno cultura”. Dopo anni di attesa di una nuova legge regionale in materia in sostituzione della vecchia 68 del 1981 (ottima legge ma che ormai ha fatto il suo tempo) e dopo che sono state tentate varie strade senza però mai arrivare a una conclusione, l’attuale Giunta regionale ne ha imboccata una che dovrebbe finalmente portare entro l’anno alla tanto sospirata riforma normativa. Fin qui tutto bene.

Parole al vento

Ci fu un tempo, nemmeno tanto lontano, diciamo tra il 2003 e il 2008, comunque in tempi non sospetti e a crisi ancora lontana, quando un esponente di spicco della politica regionale andava predicando la necessità che il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia si volgesse decisamente verso l’innovazione e quindi verso quei settori più avanzati pena la perdita – nel tempo – delle capacità fino a quel momento acquisite.
Diceva in sostanza quel politico regionale che “l’università è il perno centrale su cui poggiare lo sviluppo economico, culturale, sociale del Friuli Venezia Giulia. Infatti, se è vero che stiamo vivendo nell’era della conoscenza, allora dobbiamo prepararci ad attuare il cambiamento rispetto all’era industriale”.

La gratuità non paga

La recente esperienza di “pordenonelegge”, che ha introdotto la formula degli “Amici” grazie alla quale i sottoscrittori con somme modeste potevano contare su un certo numero di appuntamenti prenotati, si è dimostrata un’intuizione felice: al momento di scrivere queste note si avviavano a quota 800 le persone che hanno desiderato divenire “amiche” del festival pordenonese. Non solo una benefica iniezione di denaro per la manifestazione culturale, ma anche – e a parer nostro soprattutto – un segno di affezione che dice quanto i pordenonesi e non solo tengano al loro festival letterario.

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