La parte sana del nostro Paese

È cominciato il conto alla rovescia. Solo pochi giorni ci separano dall’Adunata nazionale degli Alpini. Per l’occasione anche il nostro giornale si è vestito a festa con una sovracopertina dedicata all’evento.
Dopo aver sonnecchiato per mesi la città si sta finalmente rendendo conto di ciò che sta per accadere, complice l’imbandieramento di strade, piazze e case. In ogni angolo fa capolino un tricolore, un gadget, un souvenir, un’invenzione simpatica per salutare gli Alpini.
La serpeggiante preoccupazione legata ai numeri ciclopici dell’Adunata sta lasciando spazio all’entusiasmo. Molti si chiedono dove le metteremo 400 mila persone. Molti altri non se lo chiedono più, le aspettano e basta, con la curiosità di vedere l’enorme assembramento e la voglia di parteciparvi.

Il Meridione della regione

Dar vita ad una città da centomila abitanti è l’unica possibilità che ha Pordenone se vuole contare ancora qualcosa in questa regione. I fatti dell’ultimo periodo parlano chiaro, ad iniziare dalla chiusura delle Province che, utili o meno che siano, vedranno quella di Pordenone sparire per prima già alla fine di quest’anno (ma guarda che strano!). Cioé, in realtà l’ente intermedio non verrà incenerito (i dipendenti e la sede non possono essere tolti di mezzo con un colpo di bacchetta magica), ma diventerà qualcos’altro, anche se non si capisce esattamente cosa e soprattutto se davvero costerà meno di prima. Le competenze della Provincia in materia di scuole e strade verranno assunte dai Comuni? Bene, questi avranno bisogno di maggiori risorse per occuparsene e quindi i conti potrebbero non tornare. Staremo a vedere.

Il Turismo cala l’asso dell’offerta integrata

Punto di partenza è considerare il Friuli Venezia Giulia come una destinazione “slow”, ad alto valore aggiunto e in grado di offrire un prodotto non omologato. L’offerta sarà strutturata in ambiti territoriali: litorale, città, montagna, Friuli centrale ed enogastronomico

Pochi giorni fa, presso la sede di rappresentanza della Regione a Pordenone, abbiamo presentato il nuovo piano strategico del Turismo, valido per i prossimi anni. Tappa, quella pordenonese, di un progetto più ampio composto da dieci presentazioni all’interno del territorio del Friuli Venezia Giulia. Non una singola presentazione, bensì un programma d’incontri finalizzato a rendere, fin dalle prime fasi, l’intero territorio coprotagonista di questo progetto. Una scelta non casuale, ma basata sulla logica del confronto e di una visione complessiva che riunisca tutte le identità che compongono la nostra terra. Veri e propri tavoli di confronto dove è stata offerta la possibilità, letteralmente, di conoscere personalmente tutti i responsabili della struttura di Turismo FVG, ma al contempo di raccogliere preziose indicazioni da parte degli operatori presenti. Un approccio aperto basato sulla consapevolezza che è oramai necessaria una profonda rivisitazione dei nostri modelli gestionali, organizzativi e promozionali legati al turismo. I rapidi e profondi cambiamenti hanno imposto un cambio di passo che necessita scelte rapide e drastiche. Con questo piano strategico ripensiamo il nostro comparto turistico in termini complessivi affinché possa essere uno strumento valido per lo sviluppo e la crescita dell’economia del Friuli Venezia Giulia; uno strumento in grado di rispondere velocemente, e conseguentemente adattarsi, ad un mercato fortemente dinamico e competitivo. L’obiettivo è quello di trasformare il territorio in un sistema turistico integrato basato sulla competitività, attrattività e sulla sostenibilità.
Punto di partenza è considerare il Friuli Venezia Giulia come una destinazione “slow”, ad alto valore aggiunto e in grado di offrire un prodotto non omologato e peculiare al turista. Per fare questo struttureremo la nostra offerta in ambiti territoriali, con prodotti ed esperienze turistiche in linea con la domanda del mercato; questi ambiti saranno rispettivamente quello del litorale, della città, della montagna, del Friuli centrale e quello enogastronomico.
Per attuare questa strategia sarà necessario operare una profonda trasformazione organizzativa che interesserà la ristrutturazione del rapporto con il territorio, il supporto alle reti d’impresa, la formazione, il supporto agli operatori per la gestione dei fondi europei e il potenziamento dei servizi agli stessi. Un progetto che proseguirà nella creazione di un piano di prodotti turistici, nella ristrutturazione del sistema di informazione e accoglienza turistica, e nella definizione di una strategia di comunicazione offline e online.
Alla base, e mi preme sottolinearlo, vi è la volontà di intendere la nostra Regione come una grande esperienza, un mosaico di offerte in grado di sposare la dimensione storica, paesaggistica, culturale ed enogastronomica. Un patrimonio unico nel suo genere, raccolto in un’estensione territoriale ridotta, ma che permette di vivere moltitudini di esperienze. Con questo progetto vogliamo dare un segnale forte: una prospettiva aperta a tutti coloro che vogliono condividerla e apportare il loro contributo.

* (Vicepresidente e assessore alle attività produttive, commercio, cooperazione, risorse agricole e forestali Regione Friuli Venezia Giulia)

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