mara delpuppoAmara Piace di Mara Del Puppo

Pizza gourmet, dal disco di pasta musica nuova per i palati fini

Si afferma una nuova tendenza: la pizza a lievitazione naturale, con materie prime selezionate e farciture ricercate con cui lo chef-pizzaiolo esprime tutta la sua creatività. Non sono molti i posti dove degustare una vera pizza gourmet: in provincia di Pordenone è a Tamai di Brugnera

amara fotoIl mondo della ristorazione negli ultimi anni ha subìto una costante evoluzione.
I bistrot hanno affiancato o sostituito i ristoranti più pretenziosi,  sono numerosi gli stellati che hanno aperto una versione più easy, economicamente più accessibile e meno impegnativa.
Sono sbarcate le hamburgerie di qualità, che hanno rivoluzionato il concetto stesso di panino, arricchendolo di ingredienti scelti e ricercati, con un servizio degno di un vero ristorante.
Come non notare poi il nuovo trend delle pizzerie. Ha colpito soprattutto il nord Italia, in contrapposizione con il concetto più tradizionale della pizza napoletana, che un po’ si è sentita sfidata…
Vale la pena approfondire la questione, se persino il Gambero Rosso – per sedare le polemiche tra le diverse scuole - ha redatto una Guida in cui ha voluto distinguere tre diverse tipologie di pizza: all’italiana, napoletana e gourmet.

Quando Pordenone si svegliò col tramezzino

carisio-del-sordoEra il lontano 1965 quando Carisio Del Sordo lasciò la capitale e si spostò verso il Nord Est in cerca di fortuna. Faceva il rappresentante di attrezzature alberghiere, ma il suo sogno era aprire un’insegna tutta sua. Vide un paio di posti interessanti proprio a Pordenone, ma purtroppo non disponibili, finché non gli fu offerto un angolo all’interno della Galleria Asquini, dove, nel 1968, aprì il Bar Doney.
Lo chiamò “Doney”, come un famoso – e ancora attivo – locale di Roma, pensando che gli avrebbe portato fortuna. Certamente l’insegna fu beneagurante perché il Doney si trova ancora lì e gode di ottima salute.
Nato come torrefazione e degustazione di caffè, il bar dava un bel daffare. Una squadra di 6 persone: Carisio, la moglie, il figlio Luca e tre dipendenti, con un consumo giornaliero di caffè pari a  5 o 6 kg.
Ma il nome non fu certo l’unica eredità che Carisio portò dalla sua terra d’origine. Anche per differenziare il suo locale dagli altri, fece la sua comparsa per la prima volta sulla piazza pordenonese quella che per molti sembrava una strana preparazione: il tramezzino.

Il caffé è un piacere? Dipende dal bar!

Nessun pordenonese tra i 21 bar che hanno ottenuto il massimo punteggio del Gambero Rosso. E allora, senza che nessuno si offenda, vediamo quali sono gli ingredienti di un bar perfetto analizzando i punti di forza del vincitore

Bar-2Quest’anno ho avuto l’occasione di collaborare per alcune guide editate dal Gambero Rosso. Tra i locali da recensire che mi sono stati assegnati, c’era anche la Caffetteria Torinese di Palmanova che – e ve lo dico con una punta di orgoglio anche se non è certo merito mio – si è aggiudicato il Premio come Miglior Bar d’Italia.   
Ventuno i bar classificati con il punteggio massimo “tre tazzine e tre chicchi”, a rappresentare l’eccellenza del panorama italiano. Tra loro il locale di Palmanova è stato giudicato da una insigne giuria come il numero uno.
Visto che giochiamo in casa, l’occasione è ghiotta per capire che cosa distingue il Miglior Bar d’Italia dai locali che non hanno concorso a raggiungere questo importante risultato, magari fornendo un modello di riferimento utile a chi volesse migliorare. Ben s’intenda, migliorare non per una segnalazione in una guida, ma per la soddisfazione – anche economica – di essere “scelti” ogni giorno da una clientela affezionata.
E partiamo dall’Abc.

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